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11/06/2013 | L'interessante storia del Fenicottero inanellato in Sardegna ed avvistato nella Riserva Foce del Crati


E’ stata trasmessa dall’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ad Amici della Terra Italia/Ente gestore delle Riserve naturali regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati, la “scheda di vita” del Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) inanellato, avvistato e segnalato nell’ambito delle attività di monitoraggio dell’avifauna selvatica, curate dal personale dell’Ente gestore delle Riserve, al fine di rilevare le specie presenti nell’arco dell’anno (migratori, stanziali e nidificanti) ed il relativo status di conservazione e di riproduzione.
 
Il Fenicottero avvistato nell’area della Foce del Crati è stato inanellato nel 2006 a Cagliari, nella località Saline di Macchiareddu, nell’area nel Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, sotto la supervisione scientifica dell’ISPRA, al fine di favorire le attività di censimento e raccolta dati sugli spostamenti migratori e sul tasso di sopravvivenza degli animali.
 
Giovanissimo (pulcino non volante), inizia da subito la su avventura di viaggiatore e nel 2006 dopo pochi giorni dal suo inanellamento lascia la Sardegna per raggiungere l’Algeria, dove la sua presenza viene rilevata nell’importante zona umida di Chott Tinsilt, situata nella provincia di Oum el-Bouaghi. A distanza di pochi mesi, si sposta nell'Algeria nord-orientale, dove viene segnalato nella provincia di Sétif.
 
Nei primi mesi del 2009 è in Tunisia, presso Sebkhet Bou Jemel, una laguna situata nel territorio di Medenina, principale città della Tunisia sud-orientale.
 
Nel 2010 la sua presenza è sempre segnalata in Tunisia, questa volta però nelle Salines de Thyna, una zona umida di importanza internazionale, localizzata in provincia di Sfax, seconda città della Tunisia, situata sulla costa orientale del paese, a circa 270 km a sud di Tunisi.
 
A Sfax resta pochi giorni, per come si evince dalla scheda dell’ISPRA, per trasferirsi nell'Africa settentrionale, a Sebkhet Sejoumi, anch’essa Zona Umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, situata nel territorio di Tunis, capitale della Tunisia.
 
Nel 2011 l’instancabile viaggiatore ritorna a far vista all’area umida di Chott Tinsilt (Oum el-Bouaghi – Algeria), per poi spostarsi di nuovo a Bazer Sakra, nella provincia di Sétif, sempre in Algeria.
 
Nel maggio 2013 è segnalato, in compagnia con altri due individui, dal personale dell’Ente gestore delle Riserve, nella Riserva naturale regionale della Foce del Crati, una delle più importanti aree umide di sosta e di approvvigionamento trofico per molti uccelli acquatici migratori, come questo interessante avvistamento ancora una volta conferma.
 
 
Tarsia (Cs), 11 giugno 2013

Amici della Terra Italia

Ente gestore Riserve Tarsia-Crati

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